La vera pizza napoletana: da sfida a patrimonio dell’umanità
Oggi la pizza napoletana è celebrata e riconosciuta in ogni angolo del pianeta. Ma il suo cammino non è stato sempre lineare né semplice. Nel 1978, quando portai la pizza napoletana in Sardegna, mi scontrai con una diffidenza dura come una porta chiusa: “è cruda”, “è gommosa”, dicevano. Eppure, io continuavo. Con orgoglio, con testardaggine, con rispetto.
Proposi la pizza napoletana per ciò che è davvero: autentica, fedele a se stessa, non negoziabile. Un disco di impasto che racconta una cultura, un tempo, una città intera.
Se oggi questa identità è tutelata e riconosciuta, lo dobbiamo anche al lavoro instancabile di uomini come Antonio Pace, fondatore dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), nata per difendere e promuovere la vera pizza napoletana nel mondo. Un presidio culturale prima ancora che gastronomico.
E vale la pena ricordarlo sempre: dietro ogni pizza c’è una mano, una storia, un sapere tramandato. Il pizzaiolo non è solo un mestiere. È patrimonio dell’umanità.
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